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Pizzoferrato
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mwhqPizzoferrato è un mwhgcomune italiano di mwhw951 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjaprovincia di Chieti in mwjqAbruzzo.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Storia
Vi sono scarse notizie inerenti al paese. Nel mwkqmwkgCatalogus baronum viene citato come mwkwPictum Ferratum, mentre risalgono al X secolo alcune rovine e le chiese sulla rupe che sovrasta il paese. In epoca feudale il paese venne tenuto da varie famiglie, tra le quali l'ultima fu la famiglia Monaco.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Prima dell'anno 1000 nel comune di Pizzoferrato c'erano tre piccoli abitati il cui nome incominciava per mwnaPitius, cioè mwnqPizzo:cite-ref-storia-6-0[6]
• mwpaPitius Superior (Pizzo Superiore), identificabile con la rocca che sovrasta il paese;cite-ref-storia-6-1[6]
• mwqgPitius Medium (Pizzo Medio), molti l'identificano con la Rocca Fonte Maggiore;cite-ref-storia-6-2[6]
• mwsaPitius Inferior (Pizzo Inferiore), detto Roccarsa.cite-ref-storia-6-3[6]
Tutt'intorno a questi tre mwtgPitius vi erano delle mwtwfaggete, dei mwuacerreti e delle abetine mentre la popolazione si dedicava alla mwuqpastorizia transumante ma poi si dedicavano all'agricoltura.cite-ref-storia-6-4[6]
Sulla fusione dei tre "Pizzi" vi sono due ipotesi:cite-ref-storia-6-5[6]
1. secondo un archivio napoletano, un'ignota catastrofe distrusse i tre mwxqPizzi così gli abitanti superstiti si stanziarono nel centro odierno;cite-ref-storia-6-6[6]
2. secondo un'altra ipotesi, si salvarono due fratelli, Rocco e Lorenzo. Rocco si stanziò a Pizzoferrato, mentre Lorenzo a mwywGamberale, fatto provato che una delle chiese di Pizzoferrato è dedicata a mwzasan Rocco, mentre il patrono di Gamberale è mwzqsan Lorenzo.cite-ref-storia-6-7[6]
Originariamente mwcqmasserie a Pizzoferrato non c'erano, per il mwcgbrigantaggio. Quando in mwcwAbruzzo il brigantaggio venne eliminato la popolazione andò a stanziarsi in masserie (dette anche frazioni). Chi invece non andò ad abitare nelle masserie preferì andare ad abitare a Pizzoferrato paese.cite-ref-storia-6-9[6]
Le tre masserie-frazioni sono:
• Collaltocite-ref-storia-6-10[6];
• Castiglionecite-ref-storia-6-11[6];
• Turchicite-ref-storia-6-12[6].
Il fenomeno che trattava lo spostarsi di popolazione perdurò ancora per qualche secolocite-ref-storia-6-13[6].
Negli anni del secondo dopoguerra Pizzoferrato ha subito il fenomeno dell'emigrazione e dello spopolamento, e negli anni settanta ha cercato di seguire il turismo invernale della vicina mwjwRoccaraso, costruendo presso la selva di San Domenico il villaggio turistico di mwkaValle del Sole, purtroppo mai entrato pienamente in funzione, per un problema di realizzazione delle condutture idriche e fognarie, e per la mancata costruzione dell'impianto sciistico vero e proprio, anche se nel 2019 sono stati presentati progetti per il rilancio del sito. Nel 2015 inoltre, con l'ondata di gelo regionale, Pizzoferrato ha visto franare parte della strada provinciale 164, che collega il comune di mwkqPalena dalla località Valico della Forchetta al comune.
Simboli
Lo stemma del comune di Pizzoferrato è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 9 giugno 1937.
«
Campo di cielo
, all'
incudine
di nero, poggiata sulla vetta centrale di un
monte
di tre cime di verde, sormontata da una
stella
di cinque raggi d'oro.»
Onorificenze
Il Comune di Pizzoferrato è tra le mwlwcittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la mwmaseconda guerra mondialecite-ref-7[7]:
Medaglia di bronzo al valor militare
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa della Madonna del Girone
Si trova presso la rupe del centro del paese. Non vi sono date certe sulla sua fondazione, ma si sa che è la più antica. La costruzione viene fatta risalire all'XI secolo, mentre l'abside è un'aggiunta del XIII secolo. La struttura attuale a un'unica navata con mwowvolta a botte e mwpalunette viene fatta risalire al XIX secolo. La chiesa fu danneggiata nel terremoto del 1984 e successivamente restaurata.cite-ref-madonna-del-girone-8-0[8] La facciata è interamente intonacata. Al centro si apre un portale in pietra semplice, sopra al portale vi è una finestra anch'essa realizzata in pietra e mwqqarchitravata. Sul lato destro della facciata vi è il campanile. Nella chiesa della Madonna del Girone vi sono i resti delle statue di mwqgmwqwSan Nicola di Bari e mwraSan Domenico del XIV secolo e un dipinto del 1650 circa. La campana della chiesa è di mwrqAgnone. All'interno vi sono l'acquasantiera in marmo nero della mwrgMaiellacite-ref-madonna-del-girone-8-1[8] e un mwswcrocifisso. Questo crocifisso, secondo una leggenda, era bramato dai mwtatedeschi in fuga sulla mwtqlinea Gustav, durante la mwtgseconda guerra mondiale, ma non riuscendo a portarlo via, gli spararono contro una raffica di mitra ma, secondo testimoni, il crocifisso, per non essere colpito, si spostò. Rimangono i fori dei proiettili sul muro come testimonianza. In questa chiesa si rifugiarono anche qualche partigiano per non essere catturato dai tedeschi, ma i partigiani, scoperti, si videro costretti a sacrificarsi buttandosi dalla rupe che dà sul paese.cite-ref-nuke-9-0[9]
Chiesa di San Rocco
Questa chiesa è sita in piazza San Rocco. Risale alla seconda metà del XIX secolo. Fu costruita sulle rovine della cappella preesistente di San Rocco.cite-ref-san-rocco-10-0[10] La facciata, rettangolare è in conci di pietra ornati da mwwglesene. Il campanile è in tre livelli. All'interno a unica navata con, al termine, un'abside, e cappelle laterali, vi è una mwwwtrabeazione. La volta è a botte con lunetta. Il mwxapresbiterio è a cupola. Gli stucchi e le decorazioni sono tinteggiati di beige.cite-ref-san-rocco-10-1[10]
Chiesa di San Nicola
Della chiesa originaria attualmente ne rimane solo un piccolo rudere che, anticamente sosteneva un muro perimetrale. Si trattava nel quartiere di Pizzo o Terra vecchia presso la chiesa della Madonna dei gironi. Nell'Ottocento fu distrutta perché in condizioni precarie. L'interno era a due navate col soffitto in legno dorato nello stesso stile della chiesa di mwzaPescocostanzocite-ref-manoscritto-11-0[11]cite-ref-12[12].
Chiesa di San Domenico in Silvis
Nella località San Domenico in Silvis o "La Valle" vi è l'eremo eponimo costante di una chiesetta rurale pittoresca in stile romanico rurale posta sotto una rupe a burrone. La facciata è stata realizzata in mw1wpietra calcarea della Maiella. La copertura è a capanna. Nel retro è sita la grotta ov'è l'eremo originario del mw2asanto. Iniziata a essere costruita nel 1921 è stata terminata nel 1923. L'interno è a un'unica navata a due mw2qcampate con mw2gcopertura a botte.cite-ref-manoscritto-11-1[11]cite-ref-13[13].
Architetture civili
Castello baronale – Palazzo ducale
Risale al XVI secolo, recentemente restaurato e utilizzato come sala convegni. Dagli elementi che rimangono non è possibile determinare la sua reale estensione, a ogni modo le cronache della parrocchia di Pizzoferrato narrano di un palazzo a più piani con solai in legno. Il palazzo ducale occupa il vecchio castello ed è di proprietà comunale. Il palazzo ducale ha due piani con due torrioni cilindrici su due angoli del palazzo stesso.cite-ref-14[14]
Palazzo municipale
Il palazzo è del tipo a blocco isolato realizzato nel XIX secolo a due piani più sottotetto a piazza San Rocco. È stato recentemente restaurato. Le pareti esterne sono state realizzate in pietra calcarea smussata, conci di pietra negli angoli e mattoni nelle rifiniture.cite-ref-15[15]
Palazzo Casati
Questo palazzo è suddiviso in tre piani e la sua costruzione è attribuita alla seconda metà dell'Ottocento. Il lato sito verso la valle è stato più volte rifatto. Il primo piano non ha finestre, nei successivi vi sono due finestre con mw9qtimpano, di cui uno mw9ga tutto sesto e uno mw9wogivale. Inoltre vi è un loggiato a mw-abifora e uno a mw-qtrifora.cite-ref-16[16]
Società
Evoluzione demografica
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Italo De Cesare | Lista civica di centro La Colomba [ 18 ] | Sindaco | [ 19 ] |
| 14 giugno 1999 | 24 maggio 2007 | Palmerino Fagnilli | Lista civica | Sindaco | [ 20 ] [ 21 ] |
| 25 maggio 2007 | 14 aprile 2008 | Domenica Calabrese | – | Comm. pref. | [ 22 ] |
| 15 aprile 2008 | 26 maggio 2013 | Nicola Tarantini | Lista civica | Sindaco | [ 23 ] |
| 27 maggio 2013 | 9 giugno 2018 | Palmerino Fagnilli | Lista civica Diamoci una mano | Sindaco | [ 24 ] |
| 10 giugno 2018 | 14 maggio 2023 | Palmerino Fagnilli | Lista civica Paese mio | Sindaco | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Palmerino Fagnilli | Lista civica Pizzoferrato nel cuore | Sindaco | |
Note
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cite-note-227. mwaigmwaikGazzetta Ufficiale, Serie n. 184 del 9 agosto 2007, mwaiomwaisDecreto presidente della Repubblica 24 luglio 2007, su mwaiwgazzettaufficiale.biz.
cite-note-238. mwajaArchivio storico delle Elezioni del mwajeMinistero dell'interno, mwajimwajmRisultato delle elezioni amministrative del 13 aprile 2008, su mwajqelezionistorico.interno.gov.it.
cite-note-elezioni-2013-249. mwajgArchivio storico delle Elezioni del mwajkMinistero dell'interno, mwajomwajsRisultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2013, su mwajwelezionistorico.interno.gov.it.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su pizzoferrato.gov.it.
• citerefsapere-itPizzoferrato, su sapere.it, De Agostini.